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SPORTIVI, SI NASCE?

I giornali specializzati pullulano di tabelle per “preparare una maratona in un mese” o su “come avere addominali irresistibili entro l’estate” ma tendenzialmente parlano ad un pubblico già mediamente allenato che non si spaventa a fare 30 ripetizioni di burpees.
Ma per tutti gli altri, come si comincia davvero da zero?
Partiamo dal presupposto che nessuno nasce “imparato” e che tutti, ma proprio tutti, hanno cominciato da zero.
Uno degli ostacoli emotivi principali, quando si parla di sport e attività fisica, è superare quella soglia di pudore che impedisce ai più timidi di cominciare.
Si ha sempre la sensazione di entrare in una community di invasati che guardano all’esterno con diffidenza, deridendo l’ultimo arrivato.
La verità è che, proprio nello sport, questo non succede. Lo sport è molto spesso dapprima una sfida verso se stessi e solo successivamente talvolta diventa qualcosa con cui misurarsi insieme agli altri.
Quando ho cominciato a correre, non riuscivo nemmeno a terminare un giro del parco senza fermarmi per riprendere fiato. Nel giro di 4 mesi, ho corso la mia prima maratona in staffetta. E la soddisfazione di essere arrivata al traguardo sulle mie gambe, su quelle stesse gambe che qualche mese prima mi imploravano di fermarmi, con gli stessi polmoni che non stavano più nel petto dallo sforzo, è stata impareggiabile.
Ma non si tratta di mera soddisfazione personale (per quanto importante) ma anche e soprattutto di sapere di aver cominciato un percorso di miglioramento personale.
Ho scoperto che avevo già tutto il necessario per cominciare: forza di volontà e un paio di scarpe comode. Non esistono sguardi minacciosi in palestra (o al parco, sul campo da gioco, in piscina) ma solo sguardi concentrati.

C’è però una cosa che è innegabile: si tratta di quel hype, quella sensazione di invincibilità che si prova dopo aver fatto attività fisica. E’ oggettivo, si chiamano ENDORFINE. Sono sostanze rilasciate dal cervello simili all’oppio e alla morfina.
È una sensazione di esaltazione, quell’extra shot di entusiasmo alla fine dell’allenamento quando si è stanchi e sfiniti con la bottiglietta d’acqua in mano, il fiatone in gola e i muscoli che tremano dall’extra sforzo. Lì, in quel preciso momento, quando tutte le fibre del tuo corpo pensano di non potercela fare più ti scatta quella botta di energia di ritorno in cui ti senti il re del mondo.
Sei lì che guardi la tua immagine allo specchio: i capelli incollati alla fronte madida di sudore, la canotta a chiazze, il colorito paonazzo.
In quell’istante, il mio sguardo perennemente giudicante, per la prima volta non era rivolto all’esterno (“chissà gli altri cosa penseranno di queste mie cosce”), ma è diventato un’orgogliosa dichiarazione di forza (“che mitiche queste cosce che hanno retto tutti quei jump squat”).
Raggiungere questo livello di menefreghismo da palestra però non è semplice e soprattutto non è immediato, quindi voglio proporvi una lista di consigli che possono tornare utili per chi, come me, comincia da zero e vuole davvero cambiare il suo approccio allo sport:

ESSERE ONESTI

Spesso si parte già spaventati dall’idea di cominciare e lo sguardo non è rivolto in avanti ma letteralmente sui propri piedi inchiodati a terra, bloccati a terra (o sul divano): come se tutti quelli che si allenano già a buon ritmo, in un momento della loro vita anche loro non avessero cominciato da zero.
Tutti cominciano da zero.

Ci si convince di non farcela, di non riuscire a completare un allenamento o di non tollerarne la fatica e non avere il fiato necessario.
Ci si demoralizza subito perché vengono i crampi, la spossatezza dell’allenamento atterrisce e al terzo giorno già ci si chiede chi ce l’ha fatto fare.
In quei momenti è utile ricorrere all’aiuto dell’integrazione: due bustine al giorno di Sustenium Magnesio e Potassio, magari una al mattino e una subito post-allenamento, aiutano a ritrovare l’energia e la forza di affrontare il proprio percorso personale di cambiamento.
E’ vero quindi, possiamo farcela ma dobbiamo però anche avere l’onestà intellettuale di non pensare di potercela fare in poco tempo.
Non è semplice, non sarà facile, non sarà una passeggiata. Ma anche, e soprattutto per questo, la sensazione di conquista che si proverà durante (e bada che dico “durante” e non “alla fine” perché lo scopo di questo è che non sia un percorso con un inizio e una fine ma un cambio di abitudini che accompagni per la vita) sarà I M P A G A B I L E.

 

Non si possono perdere 10 kg di grasso in 1 mese. Non si arriva a mille subito partendo da zero.
Bisogna essere onesti perché se si è sempre stati degli animali da divano è impossibile diventare dei maratoneti in un mese. Ognuno deve trovare il proprio ritmo: da zero a 5 volte a settimana in palestra si regge per 7 giorni. Forse si arriva a due settimane. Ma se l’intento è quello di cambiare stile di vita e si è veramente devoti nel farlo, è molto meglio avere l’onestà di dire: ok, nella mia settimana tra il lavoro, i figli e almeno una cena fuori posso incastrare lo sport 2 volte a settimana. È poco? È troppo? È l’inizio. Si comincia e quando si comincia con entusiasmo si va molto lontano.

ESSERE CLEMENTI

Ok, quel numero che fa capolino tra i due alluci nella finestrina della bilancia non aiuta il buonumore con cui si affronta il lunedì.
Non per questo bisogna lanciarsi sul cornetto e sul cappuccino al bar senza guardarsi indietro.
Ci sono ancora i kg di troppo dello scorso Natale? O forse sono quelli ricevuti in eredità dopo le specialità del Carnevale? Si tratta di kg di stress somatizzato tra le pareti dell’ufficio: mesi di piadine cotto e salsa rosa davanti al pc, o sono quei maledetti kg del post-partum* che nemmeno dopo l’allattamento se ne vogliono andare? Da qualsiasi parte dalla quale provenga la vostra insoddisfazione guardatevi dentro con affetto e tenerezza. Come guardaste un bimbo in lacrime perché si è sbucciato un ginocchio. Non c’è niente d’inaffrontabile e soprattutto non c’è nulla che meriti la disperazione. Tutto è risolvibile: sì, anche quei kg che non se ne vanno da chissà quanti anni. L’importante è non essere cattivi con noi stessi e non demoralizzarsi. Rimboccandosi le maniche tutto è affrontabile, tutto può diventare una missione da compiere, un cambio vita realizzabile. Non serve essere disgustati o rassegnarsi alle risatine degli amici sulle battute sulla pancia da birra. Si può essere stati la mascotte dello scherno delle medie, ma non per questo si deve essere condannati ad esserlo per sempre. Si può cambiare, deve solo scattare l’interruttore in testa. Da lì in poi, è tutta discesa.

ESSERE COSTANTI


Ecco il terzo ingrediente fondamentale per qualsiasi atleta. La costanza. E’ nella regolarità dell’allenamento che si annida il successo, lo sanno bene tutti i campioni e nel mio piccolo lo so anche io che, seppur timidamente, qualche km di corsetta ogni settimana mi ha aiutato a migliorare il fiato per affrontare i due piani che mi separano dall’ufficio ma anche per correre dietro all’autobus quando sta per partire!
Non è semplice andare in palestra di spontanea volontà, figuriamoci poi tornarci quando la stanchezza sembra avere la meglio e i dolori del post-allenamento sono difficili da sopportare.
Aiuta, sicuramente, ricorrere all’aiuto del potere tonificante di Sustenium Magnesio e Potassio fin dalla mattina e portarsi sempre nella borsa un’altra bustine da assumere durante la giornata.

Ma la verità è che non esiste un momento preciso in cui diventerà tutto più semplice: forse, solo quando, sfiniti a terra dopo la fine dell’allenamento, con il cuore in gola e in un bagno di sudore ci si guarda allo specchio e, incredibilmente, nonostante la stanchezza ci si sente invincibili.
Quello è il momento in cui le cose diventano semplici: da affrontare, non da fare.
Cosa serve per arrivare sfiniti e invincibili? Trovare un’attività esaltante. Qualcosa che ti piaccia da morire fare. Sono le vasche in piscina? Record personale delle 30 vasche.
È la corsa? Arrivare a completare una mezza maratona entro un anno.
È l’allenamento a corpo libero? Sfidarsi con i compagni nel WOD (Workout Of the Day, il circuito core della sessione di cross-fit) sempre diverso ogni volta, magari aggiungendo dei carichi in più.
È l’allenamento tipo bootcamp? Riuscire a completare 60 minuti di allenamento senza mai cedere.
Una volta trovata la leva che ti fa alzare –letteralmente- dal divano o dalla sedia dell’ufficio, il resto è già fatto. Andare in palestra, o in piscina, o al parco a correre non sarà più una croce da portare con mestizia, ma la svolta esaltante della giornata.

*Si raccomanda di non assumere Sustenium Magnesio e Potassio durante la gravidanza o l’allattamento senza prima aver consultato il proprio medico.